Bitcoin e Criptovalute spiegati a mio padre

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Diciamocelo, insieme alla polemica sui sacchetti biodegradabili per la frutta, è l’argomento del momento.

Tutti parlano di Bitcoin e criptovalute, nei telegiornali non si fa altro che parlare di quanti hanno generato guadagni milionari (e miliardari talvolta!) in pochissimo tempo. La confusione, in realtà, è tanta.

 

Ma di cosa si tratta?

Come al solito, non entriamo nei dettagli tecnici: qui devo far capire le cose a mio padre!

Tutto nasce da Bitcoin; una moneta virtuale nata nel lontano 2009 e che per quasi 6 anni non se l’è letteralmente cagata nessuno a parte qualche nerd brufoloso.

Si tratta sostanzialmente di una moneta elettronica che non è gestita, generata né controllata da alcuna istituzione finanziaria o politica. Infatti tutto si basa su algoritmi crittografici per gestire la generazione di nuova moneta e per validare le transazioni; il tutto distribuito Peer-2-Peer tra i vari nodi della rete.

Volendo semplificare: è denaro generato dal nulla, dove questo “nulla” in realtà è la complessità computazionale necessaria a generare ogni singola moneta, ciascuna sempre più difficile da generare o “minare” – dall’inglese “mining” – termine che si rifà al “gold mining”, l’estrazione dell’oro.
L’attività di mining si basa sostanzialmente sulla risoluzione di complesse sfide matematiche da parte di migliaia di computer (o schede dedicate) nel mondo.

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Altre criptovalute come Ripple XRP, Ethereum, Monero ecc. si basano su altri principi.

Ripple XRP, ad esempio, pur essendo basato su un algoritmo distribuito, è pensato per velocizzare le classiche transazioni finanziare, ponendosi quindi come alternativa al circuito SEPA. Non è un caso quindi che sia supportato più o meno ufficialmente da varie istituzioni finanziarie mondiali.

 

“Non ci sto capendo un cavolo…

… ma alla fine serve a qualcosa?”

 

Sarebbe la frase che mio padre mi rivolgerebbe dopo la spiegazione precedente. 🙂

In effetti l’argomento è particolarmente ostico e c’è il rischio di trattarlo in maniera troppo semplicistica.

Ciò che vi serve sapere è che il valore dei Bitcoin è mantenuto alto dall’interesse che tante persone stanno mostrando in questa nuova moneta. I più interessati sono ovviamente gli speculatori finanziari e… chi vuole nascondere denaro sporco.
Questo perchè le transazioni in Bitcoin sono sì pubbliche ma totalmente anonime. Così è possibile acquistare ogni genere di materiale illegale (pagare droga, ad esempio) e questo fa sì che – a meno che non venga totalmente messo al bando in tutto il mondo – difficilmente Bitcoin perderà del tutto di utilità.

 

E’ una bolla? Posso investirci?

Non ho la palla di vetro. Certo è che una crescita repentina come quella di fine 2017 non è indice di qualcosa di “sano”, di qualcosa che abbia delle solide fondamenta sulle quali basarsi.

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(fonte coinmarketcap.com)

 

Ed ecco quindi le criptovalute perdere oltre il 50% nel giro di pochi mesi:

 

(fonte: coinmarketcap.com)

 

Chi ha comprato Bitcoin, Ripple, Monero o Ethereum a Gennaio 2017 sperando in ulteriori rialzi, oggi (Marzo 2018, ndr) si trova con il capitale dimezzato se non ha prontamente venduto tutto limando le perdite.

In definitiva, si tratta di una gigantesca bolla pronta ad esplodere da un momento all’altro. Il “quando” è solo da vedersi.
Nel frattempo il mio consiglio è: se veramente vi avanzano soldi da investire – dopo aver ben diversificato il vostro portafogli d’investimenti! – allora provate anche voi a fare trading di criptovalute.

Altrimenti statene molto lontani…

 

 

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